2° Premio ex-aequo 1 2013

Premio ARCo 2013

Percorsi medievali a Como: le torri lungo le mura – consolidamento e valorizzazione del patrimonio medievale comasco

Autori: arch. Anna Serafini, ing. Filippo Magatti, ing. Nicolò Zugnino
Relatore: prof. Lorenzo Jurina
Politecnico di Milano
Facoltà di Architettura
Facoltà di Ingegneria Edile/Architettura
A.A. 2010/2011

 

Giudizio della commissione

La tesi si caratterizzza per un approccio ed uno sviluppo metodologico interdisciplinari che si sono concretizzati in approfondite attività di rilievo e diagnosi e in successivi progetti di interventi di manutenzione, consolidamento strutturale e recupero funzionale. Le quattro torri studiate presentano patologie di degrado differenti e per ciascuna è stato proposto un intervento specifico dando una preferenza alle tecniche maggiormente compatibili con l’assetto architettonico e strutturale. I risultati conseguiti, seppur non sempre condivisibili sotto l’aspetto formale, mostrano grande sensibilità ed una propensione all’uso di tecniche poco invasive e possibilmente reversibili.

 

Relazione del concorrente

La tesi di laurea dal titolo Percorsi medievali a Como: le torri lungo le mura – consolidamento e valorizzazione del patrimonio medievale comasco ha come oggetto di studio le quattro Torri di Como, inglobate o adiacenti alla cinta muraria medievale. Si tratta di Torre Pantera, situata in piazza Verdi, Torre S. Vitale, inglobata nello spigolo sud orientale delle mura medievali, Torre Gattoni inglobata nello spigolo sud occidentale, e Porta Torre, posizionata al centro delle mura meridionali.

Le Torri di Como, sono quattro edifici di proprietà del Comune per i quali, allo stato attuale, non esiste una destinazione d’uso e un programma di manutenzione e valorizzazione. L’obiettivo della tesi di laurea, è stato quello di colmare queste lacune e porre l’attenzione sulla conservazione programmata dei beni monumentali.

Data l’importanza storica delle Torri, si è resa necessaria un’approfondita ricerca documentale che ha permesso di conoscere quelle che sono state le trasformazioni che le Torri hanno subito nel tempo. Presso gli archivi del Comune di Como, gli archivi del Museo Paolo Giovio, e l’Archivio di Stato, sono stati recuperati tutti i documenti storici in cui è testimoniata la presenza delle Torri nel corso della storia della città lacustre. Le Torri infatti sono edifici che ancora oggi si trovano addossati alle mura, o adiacenti ad essi; Torre Gattoni, Porta Torre e Torre San Vitale, come già anticipato, giacciono, sulla linea delle mura meridionali; Torre Pantera è posta in una zona della città, quella prossima al Duomo, in cui le antiche mura non sono più visibili, ma l’accorpamento alla cinta muraria trova riscontro nelle fonti storiche.

Oltre la ricerca storica, è stata sviluppata un’indagine conoscitiva molto approfondita tramite una campagna di rilievo topografico, fotografico e materico, che ha permesso di acquisire informazioni di tipo geometrico e patologico delle superfici. In particolare la valutazione del rilievo geometrico eseguito con una stazione totale e filo a piombo, ha evidenziato la presenza di preoccupanti fuori piombo in alcuni prospetti, soprattutto per quanto riguarda Torre Gattoni e Torre Pantera. Per quest’ultima in particolare, data la presenza di un ponteggio di sicurezza, edificato internamente ed esternamente alla torre, a seguito del crollo della copertura avvenuto il 25 ottobre 2010, è stato possibile eseguire un rilievo geometrico e materico delle superfici in maniera puntuale, andando a rilevare le diverse stratificazioni che la Torre ha avuto nel tempo, individuando i diversi livelli degli impalcati – corrispondenti alle buche pontaie e agli scassi murari – e le antiche aperture – corrispondenti agli archi ormai inglobati nella muratura.

La valutazione delle patologie di degrado, eseguita attraverso una mappatura di tutti i prospetti delle torri seguendo le linee guida della norma UNI 11182/2006, ha permesso invece uno studio sulle prestazioni residue degli edifici e sul loro stato di conservazione, evidenziando alcuni principali problemi: la disgregazione del paramento murario della fascia di coronamento, dovuta al degrado dello strato di tenuta e alle infiltrazioni d’acqua; la mancanza di alcuni elementi lapidei per effetto del distacco e della caduta di parti; depositi superficiali e croste, nonché efflorescenze e concrezioni dovute a fenomeni di percolamento, allo smog, alla presenza di fauna; un quadro fessurativo diffuso nei giunti di malta che legano gli elementi lapidei, dovuto ai cicli di gelo e disgelo, alla presenza di vegetazione, al vento, alle vibrazioni del traffico, distribuito uniformemente sulle parti alte delle torri e puntualmente sulle parti inferiori; la presenza di vegetazione, legata alla forte umidità e alla mancata manutenzione; il degrado antropico, presente nelle parti basse delle torri, sporadico ma difficilmente asportabile.

Questo quadro conoscitivo potrebbe essere ulteriormente approfondito tramite una serie di prove diagnostiche ed un piano di monitoraggio dello stato di conservazione, per i quali è stato elaborato un progetto relativo a ciascuna delle torri, ma che, data la carenza di risorse economiche, non è stato attuato, nonostante sia stato concesso e messo a disposizione dell’amministrazione cittadina.

Completata la fase conoscitiva degli edifici è stata elaborata una proposta interventi di manutenzione straordinaria, valutata per ogni torre a seconda delle necessità evidenziate, e approfondita negli aspetti operativi, tecnici ed economici. La manutenzione infatti può spesso evitare, congelare, o posticipare l’insorgere di dissesti e degradi minimizzando, e differendo nel tempo, gli interventi più pesanti. Gli interventi valutati necessari, da effettuare nell’immediato futuro per le Torri di Como, sono: la pulizia dei prospetti da agenti biologici e macchie, la ristilatura dei giunti tra le pietre e la riparazione della copertura. Il costo totale di tali interventi per tutte e quattro le torri è stato quantificato con una cifra pari a 230.000 euro circa, per una durata equivalente di 700 uomini giorno. Questi valori sono piuttosto alti poiché le lavorazioni hanno un’elevata incidenza percentuale della manodopera.

Successivamente si è proposto un piano di manutenzione programmata, che consiste in una serie di controlli e interventi di piccola intensità, al fine di conservare le Torri in buone condizioni e prevenire ulteriori interventi di tipo straordinario. Il piano consiste in una serie di schede che simulano i compiti del funzionario pubblico: una scheda di rilievo, che permette di mappare le anomalie eventualmente riscontrate sulle Torri; una scheda di diagnosi, che contiene delle indicazioni circa gli interventi da effettuare secondo un sottoprogramma temporale o prestazionale; una scheda di registro, a memoria delle attività ispettive o di intervento eseguite.

Infine si sono pensate delle proposte di interventi di consolidamento strutturale e di rifunzionalizzazione che possano permettere la fruizione delle Torri.

Ciascun intervento è stato calibrato sugli obiettivi di sicurezza, contenendo quindi gli interventi al minimo necessario per assicurare sicurezza e durabilità con il minimo impatto sul valore storico del bene. Il progetto degli interventi si è basato su una chiara comprensione del tipo di azioni (forze, deformazioni, accelerazioni, ecc.) che hanno agito nel passato causando degrado e dissesti nonché su ragionevoli previsioni di quelle che potranno verificarsi in futuro. Infine, la scelta dell’intervento è stata valutata caso per caso, dando la preferenza alle tecniche meno invasive, più reversibili e maggiormente compatibili.

Torre Pantera è sita in piazza Verdi, di fronte all’abside del Duomo e al Teatro Sociale, e non lontana dalla Casa del Fascio di G. Terragni, in un punto quindi particolarmente strategico dal punto di vista storico e culturale. Il progetto di recupero funzionale dell’edificio nasce proprio dall’analisi di tale contesto e prevede l’inserimento al piano terra di una struttura di ricezione e promozione turistica e, ai piani alti, degli Uffici dell’Assessorato al Turismo che risultano carenti in una delle zone di maggior pregio della città. La torre si presenta come un parallelepipedo cavo privo di impalcati e di copertura, crollata nell’ottobre del 2010. Al piano terra è presente un locale voltato e, adiacente alla torre, è collocato un vano scale, entrambi puntellati per contrastare i cedimenti e le lesioni. L’interpretazione del quadro fessurativo della torre ha messo in luce il distacco e il cinematismo rotatorio verticale dei paramenti murari prospettanti verso la piazza Verdi. Il progetto di consolidamento di Torre Pantera, – svolto in collaborazione con lo Studio Tecnico Jurina, per il quale gli autori hanno redatto parte del materiale che costituisce il progetto esecutivo presentato all’Ufficio Tecnico del Comune nel maggio 2011, commissionato al Prof. Ing. L. Jurina dal Comune di Como a seguito del crollo della copertura avvenuto il 25 ottobre 2010 – consiste quindi in una serie di interventi volti a ripristinare la scatolarità dell’edificio e a renderlo nuovamente agibile. Si propone innanzitutto la realizzazione di un vespaio armato, che ripartisca meglio i carichi verticali a livello fondazionale. La volta viene rinforzata tramite una cappa armata estradossale, mentre gli antichi livelli superiori vengono ripristinati con la creazione di cerchiature e nuovi solai. La ricostruzione dei nuovi impalcati prevede la posa di un profilo metallico perimetrale con la duplice funzione di cerchiare la struttura, mediante un collegamento diffuso dei profili alla compagine muraria, e di offrire un piano di appoggio per i pannelli lignei che formano l’impalcato di calpestio. I pannelli adottati sono in legno multistrato, hanno funzione strutturale e non necessitano di ulteriori elementi di sostegno. L’ancoraggio dei nuovi solai alla struttura verticale avverrà riutilizzando le buche esistenti nella muratura, che erano sede delle travi degli antichi solai. Il consolidamento del vano scale è previsto tramite la cerchiatura dello stesso e l’appensione, delle rampe esistenti, alla copertura. La copertura, sia della torre che del vano scale, è stata pensata con la stessa tecnologia dei solai, con l’aggiunta degli opportuni strati di completamento. Il progetto comprende inoltre un consolidamento murario tramite l’utilizzo della tecnica del Reticolatus – sviluppata dal prof. A. Borri dell’Università degli Studi di Perugia – che consiste nell’inserimento nei giunti di malta di una maglia continua costituita da sottili trefoli in acciaio i cui nodi sono fissati mediante barre metalliche trasversali al paramento murario, realizzando quindi una muratura “armata”.

Porta Torre è collocata al centro delle mura meridionali, in corrispondenza di piazza Vittoria, ed è utilizzata come porta di accesso all’area pedonale del centro storico. Allo stato attuale, l’edificio è privo di solai e di copertura. Non è stata riscontrata la necessità di intervenire dal punto di vista strutturale, ma solo di procedere con interventi di manutenzione straordinaria, quali la pulizia della vegetazione e la ristilatura dei giunti murari. Per quanto riguarda il recupero funzionale dell’oggetto edilizio, si è prevista l’installazione di una scala metallica all’interno della torre che possa permettere di elevare il punto di vista dell’osservatore portandolo a beneficiare di un inedito panorama sul centro storico, garantendo al pubblico un rapporto più diretto e ravvicinato con il monumento e permettendo al cittadino comasco o al turista di riscoprire la presenza fisica della torre. Una progettazione architettonica e strutturale molto approfondita ha permesso di realizzare una scala dalle forme uniche e irregolari che si pone in contrasto con un edificio quasi millenario, valorizzando la presenza reciproca.

La proposta d’intervento consiste nella realizzazione di una nuova struttura, autonoma rispetto alla torre, che permette al pubblico e agli addetti alla manutenzione, di salire all’interno della torre e di giungere in sommità. La scala si sviluppa con una forma sinuosa che si intreccia attorno a quattro grandi pilastri, richiamando alla mente la leggerezza di un lungo nastro. Quest’immagine è accentuata dal trattamento scelto per i due parapetti: uno pieno, opaco, in acciaio Cor-Ten; l’altro quasi trasparente, costituito da una ringhiera in acciaio zincato. La forma e la scelta dei materiali hanno l’intento di distinguere chiaramente il nuovo intervento dall’edificio antico in cui si colloca.

La partenza del percorso è stata collocata intenzionalmente all’interno di uno dei due archi della facciata sud, e quasi al di fuori della torre, per invitare alla salita e per segnalare all’esterno la presenza dell’intervento. Le prime due rampe di scala sono addossate al muro interno ovest, così da non intralciare il passaggio dei pedoni, dei ciclisti e delle eventuali vetture che possono sfruttare il passaggio sotto l’arco a est.

In sommità è stata creata una passerella rettangolare, ribassata di quasi 40 cm rispetto al coronamento e distanziata di 30 cm, che ricalca il perimetro interno della torre. Il livello della passerella e la posizione interna del parapetto pieno, consentono di alterare solo minimamente l’aspetto esterno d’insieme della torre. Porta Torre è alta 34 m, e dalla sua sommità si gode quindi di una splendida vista sul centro storico e sulle colline che lo circondano, fino ad intravedere il bacino del lago.

Torre Gattoni è posta nell’angolo sud occidentale della città murata; è alta 28 metri da terra circa, su 4 lati, mentre il quinto risulta inglobato nelle mura, che misurano circa 10 m; i prospetti sono massicci e sono interrotti da poche e piccole aperture e alcune di queste risultano a forma rettangolare con centinatura a tutto sesto, altre sono delle semplici feritoie; è costituita da due vani non comunicanti tra loro. Quello inferiore era adibito a centralina elettrica, ora in disuso; quello superiore è vuoto ed è utilizzato occasionalmente da un privato. A causa dell’assenza di connettivi verticali, non è possibile renderla completamente fruibile al pubblico. Torre Gattoni necessita un consolidamento strutturale utile a migliorare il comportamento globale dell’edificio data la presenza dei forti fuori piombo delle murature, riscontrati con il rilievo geometrico e topografico. In particolare, gli interventi proposti sono il consolidamento strutturale delle fondazioni con l’impiego di micropali e il consolidamento delle murature con cerchiature interne con barre in acciaio inox ancorate alla muratura con perforazioni iniettate con malta di calce idraulica priva di elementi salini. Il progetto di rifunzionalizzazione prende spunto dalla storia dell’edificio. Nel Settecento la Torre era adibita a laboratorio di osservazione dei fenomeni elettrici dal canonico Gattoni, collega di Alessandro Volta, e nel secolo scorso ha ospitato la prima centralina elettrica di Como, della quale restano i trasformatori, veri e propri monumenti dell’archeologia industriale. Inserendo una scala si realizza la connessione tra i vani, potendo sviluppare così un percorso all’interno della Torre. La proposta è di realizzare un “Museo della Luce” che prevede l’esposizione delle attrezzature elettriche, al piano terra, e un percorso visivo al piano superiore, che illustrerà l’evolversi della tecnologia della luce, dalle prime lampade elettriche ai moderni apparecchi d’illuminazione.

Torre San Vitale è collocata nell’angolo sud orientale del perimetro della città murata. E’ a pianta pentagonale di circa 10 m per lato, si eleva a m 33,60 dall’attuale piano stradale e presenta una rastremazione per ogni lato della Torre. Oltre agli interventi di manutenzione straordinaria precedentemente illustrati, gli interventi proposti per il consolidamento della Torre San Vitale prevedono iniezioni di miscela fluida di calce idraulica priva di elementi salini e l’inserimento di diatoni d’acciaio con piastrine di contrasto sui paramenti murari nella porzione terminale della muratura, particolarmente disgregata, e una cerchiatura esterna a livello della copertura.

La rifunzionalizzazione di San Vitale è stata ostacolata dall’impossibilità di accedere all’edificio e la conseguente impossibilità di conoscere le geometrie e le volumetrie interne. Tuttavia l’ipotesi di utilizzo dell’edificio prende spunto dalla vicinanza con il Museo Civico Paolo Giovio e sottolinea la possibilità di mettere in comunicazione il complesso museale con la Torre. Il percorso si sviluppa lungo un tratto delle mura medievali per il quale è necessario una semplice pulizia dagli arbusti per permettere il passaggio. L’accesso a San Vitale è garantito dall’installazione di una piccola scala che mette in comunicazione le mura con l’interno dell’edificio.

In conclusione, le Torri medievali di Como non ricoprono un ruolo di primaria importanza se comparati ad altri e più conosciuti e frequentati monumenti della città; per questo motivo si trovano in uno stato di parziale o totale incuria.

Le patologie che interessano i prospetti hanno evidenziato un gran numero di conci murari che tendono a staccarsi e che rappresentano un grave pericolo per l’incolumità pubblica, pertanto gli interventi di manutenzione straordinaria sono urgenti e necessari. Per garantire una migliore conservazione nel tempo dei monumenti sono necessari successivi interventi di consolidamento, come le cerchiature, che migliorino il comportamento strutturale degli edifici.

In ultima analisi, gli interventi proposti per il recupero e la rifunzionalizzazione, potrebbero rappresentare l’occasione per porre maggiore attenzione sui monumenti analizzati, sottraendoli allo stato di incuria in cui si trovano: l’apertura di uno spazio museale in Torre Gattoni; la costruzione di una scala monumentale in Porta Torre; la realizzazione di una passerella in Torre San Vitale per collegarla al Museo Civico dalle mura, e la collocazione di funzioni di promozione turistica in Torre Pantera, sono tutte proposte che mirano a quegli obiettivi.

Infine le quattro Torri, studiate nella tesi di laurea in oggetto, si possono inquadrare in un più ampio panorama di monumenti della città di Como. I punti d’interesse medievale sono molteplici, e spesso si corre il rischio di non valorizzarli nel modo adeguato. Il progetto di valorizzazione integrata delle Torri, pertanto, si completa e si conclude con un itinerario storico artistico del periodo medievale della città di Como che, grazie agli interventi proposti, vedrà nelle Torri e nelle nuove funzioni introdotte, una meta di primario e centrale interesse.

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