Maria Rita Acetoso

Nata a Fano (PU), nel 2003 si laurea con il massimo dei voti presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV). Nel biennio 2004-2005 frequenta la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio dell’Università “La Sapienza”, conseguendo il titolo di specialista nell’Aprile 2006 con tesi sull’Insula Orientalis II ad Ercolano. Dal 2009 è dottore di ricerca in «Storia e Conservazione dell’Oggetto d’Arte e d’Architettura» presso l’Università di Roma Tre. Nel 2004 svolge un periodo di tirocinio presso la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, partecipando allo sviluppo di una ricerca sul tema della conservazione del litorale pontino. Nel 2005 collabora con l’associazione Italia Nostra, dedicandosi allo studio delle stazioni di posta lungo l’Appia Antica, quali elementi che ne hanno nel tempo caratterizzato uso, sviluppo e interpretazione. Socio ARCo dal 2011, ha collaborato all’organizzazione dell’ultimo convegno promosso dall’Associazione nell’ottobre 2013 sul tema della conservazione e valorizzazione del patrimonio antico.

Dal 2006, collabora alla redazione di diversi progetti di conservazione e valorizzazione del patrimonio architettonico e archeologico, sia in Italia che all’estero. Tra gli altri, si possono ricordare: il complesso della Chiesa Armena e relativo Convento a Cipro, Nicosia (2007-2008); il Palazzo Diocesano di Chieti (2007); Palazzo Braschi, Roma (2007-2008); le mura e la Fortezza di Montalcino, Toscana (2008); la Chiesa dei SS. Luca e Martina, Roma (2008); la Basilica di S. Agostino in Campo Marzio, Roma (2009); il Mulino Esendemir a Tripoli e il Castello di Terra a Sidone, Libano (2009-2010); Palazzo Leli, L’Aquila (2010); Palazzo Costaguti, Roma (2011). Dal 2009 si dedica in particolare alla tematica del restauro in ambito archeologico, collaborando alle diverse fasi di progetti e/o programmazioni più ampie volte alla tutela e/o alla valorizzazione del patrimonio antico. In particolare, si occupa delle fasi di rilievo e analisi dello stato di conservazione attuale per l’identificazione dei livelli di rischio quali strumenti di programmazione nell’individuazione delle priorità di intervento. Tra gli altri, si possono ricordare: i siti archeologici di Baalbek e Tiro (City-site e Al Bass) in Libano (2009 – 2011); la Piramide di Caio Cestio (2011); la Domus Tiberiana al Palatino (settore meridionale), Roma (2011); la Domus Aurea (settore occidentale – 2012).

Dal 2013 è parte del gruppo di supporto alla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia per le attività di progettazione da svolgere nell’ambito del Grande Progetto Pompei. In particolare, ha partecipato ai seguenti progetti inclusi all’interno del piano delle opere: Messa in sicurezza delle Regiones IV-V-IX (2013-2014); Percorsi per l’accessibilità e il superamento delle barriere architettoniche (2014); Messa in sicurezza dei fronti di scavo interni alla città antica e mitigazione del rischio idrogeologico delle Regiones I-III-IV-V-IX (2014 – in corso). Ha inoltre collaborato allo sviluppo di parte dei progetti inclusi nel programma aggiuntivo “ITALIA per POMPEI”, inserito anch’esso nell’ambito del programma previsto per il Grande Progetto Pompei (2014). Ha collaborato alla redazione di diverse pubblicazioni sul tema della conservazione e valorizzazione del patrimonio architettonico e archeologico.

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